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La cooperazione č un oggetto di studio che presenta una straordinaria sovrapposizione di piani; č, o č stata, movimento ed impresa; valore universale e radicamento locale; politica ed economia; impegno sociale e cultura di gestione; tradizione socialista, cattolica, repubblicana e liberale; agricoltura, manifattura, commercio, servizi, credito. L'Emilia-Romagna č generalmente riconosciuta come una delle sue culle storiche, capace di produrre varie ondate di fioritura associazionistica, e di mantenere sempre viva la tradizione, la memoria ed i valori di questa imprenditoria collettiva. Questo volume affronta l'oggetto d'indagine nella sua complessitą, alla ricerca di una interpretazione che contribuisca a sciogliere alcuni dei nodi relativi alle alterne fortune della cooperazione regionale. In particolare, si č incentrata l'indagine sull'arco temporale che va dalla seconda guerra mondiale alla fine degli anni settanta, periodo che per la cooperazione č denso di occasioni, in un susseguirsi di dibattiti intellettuali, provvedimenti organizzativi, lotte politiche, investimenti economici, e scelte strategiche. In quarant'anni, la cooperazione ha interpretato e subito una serie di maturazioni e stravolgimenti, che ne hanno riformulato cultura ed organizzazione, nel rispetto dei valori fondanti, ma alla ricerca di un rinnovato modello, che tra le perplessitą del momento e le apparenti contraddizioni, ha costituito la base dell'odierno modo di fare cooperazione.
Tito Menzani, dottore di ricerca in Storia dell'impresa, č borsista presso il Dipartimento di Scienze economiche dell'Universitą di Bologna. Lavora a vari progetti di ricerca di storia economica, con specifica attenzione a quelle organizzazioni che si muovono tra mercato e finalitą sociali, come le imprese cooperative. Tra le sue pubblicazioni: «La cooperazione edile nel Lughese e nel Faentino dalla Liberazione alla RES Coop» (Ravenna, 2003). |