Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale | Museo virtuale - Nullo Baldini
Museo virtuale della cooperazione
Nullo Baldini
(Ravenna 1862-1945) Nato in una famiglia di agricoltori ravennati di simpatie garibaldine, per influsso della predicazione di Andrea Costa aderì nel 1878, a soli 16 anni, alla sezione di Ravenna della Prima Internazionale. La precoce esperienza politica sviluppò in Baldini un forte impegno a favore dell'associazionismo tra i ceti più deboli, inducendo ad assumere un ruolo di primo piano nella costituzione dell'Associazione generale dei braccianti agricoli di Ravenna, della quale , nel 1883, divenne segretario.
La faticosa ma feconda esperienza dell'Associazione ravennate lo indusse nel 1901 a dar vita alla Federazione provinciale delle cooperative di Ravenna, che sotto la sua direzione acquisì un ruolo e una dimensione di tutto rispetto. Contemporaneamente, Baldini venne eletto prima consigliere comunale poi provinciale di Ravenna, e, nel dopoguerra, tra il 1919 e il 1924, fu deputato al Parlamento, in rappresentanza del Partito socialista. Nel 1923, dopo la rottura consumatasi tra massimalisti e riformisti, aderì al Partito socialista unitario fondato da Turati, Treves, Matteotti e Prampolini. Sono questi anche gli anni di più intensa attività come organizzatore del movimento cooperativo, durante i quali entrò a far parte del Consiglio superiore del lavoro, del consiglio nazionale della Lega e del comitato direttivo della Cgdl. Nello stesso tempo assunse la presidenza della Federazione nazionale delle cooperative di produzione e lavoro della Lega, dalla quale fu tuttavia estromesso, nel 1923, per far posto al gerarca fascista Bottai. Iniziarono in quell'anno gli attacchi personali da parte dei fascisti, a seguito dei quali abbandonò l'Italia, prima per la Grecia e in seguito per la Francia, dove si ricongiunse con i vecchi compagni del Partito. Dal paese transalpino potè rientrare solo nel 1941, gravemente malato. Dopo aver assunto il ruolo di commissario nazionale della Federazione delle cooperative, delegato da Badoglio, fu nuovamente in prima linea nella ricostruzione del Partito socialista e partecipò alla liberazione di Ravenna nel dicembre 1944, dove morì a distanza di qualche mese.
Per approfondire:
AA. VV., Nullo Baldini nella storia della cooperazione, Roma, 1966.
F. Bojardi, Baldini Nullo, in A. Varni (a cura di), Emilia Romagna terra di cooperazione, Bologna, 1990.