Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale | Museo virtuale - Bcc di Cartura
Museo virtuale della cooperazione
Bcc di Cartura
La banca nasce nel 1959 con il nome di Cassa rurale ed artigiana di Cartura, in provincia di Padova, ad opera di un gruppo di quaranta agricoltori che da tempo lamentavano evidenti difficoltà di accesso al credito, le quali impedivano loro di realizzare nuovi investimenti e di ampliare le aziende. Per tutti gli anni sessanta la banca limitò il suo raggio di azione al comune di Cartura, ma già nel decennio successivo pose le basi per un ampliamento dell’ambito territoriale: vennero assunti i primi dipendenti, depositi e prestiti aumentarono e, quindi, fu possibile contribuire attraverso il credito sia la modernizzazione e l’ampliamento delle aziende agricole sia l’insediamento delle prime attività artigianali. La crescita dimensionale fu attestata dall’inaugurazione della nuova sede nel 1973: la raccolta si attestava ormai attorno ai 5 mila euro e i soci era diventati quasi seicento.
Negli anni ottanta venne avviato un lungo processo di innovazione tecnologia ed informatica, con l’acquisto del Centro elettronico IBM 34 e l’avvio di una più consistente espansione territoriale che si concretizzò con l’apertura di uno sportello a Pernumia nel 1983 e a Maserà nel 1987 e di altre 7 agenzie negli anni novanta.
Nel 1993 la denominazione venne modificata in Banca di credito cooperativo di Cartura e parallelamente cominciò la ridefinizione della missione aziendale, alla ricerca di una migliore efficienza strategica, di una nuova centralità dei soci ed, infine, di una diversa organizzazione del lavoro. Nel 2002 la banca contava 1184 soci, una raccolta diretta di 213 milioni di euro, una raccolta indiretta di 124 milioni di euro e un rapporto sofferenze/impieghi del 3,21.
Fonte:
Ferdinando Azzariti, Il capitalismo sociale. L’individuo per lo sviluppo dell’impresa, Milano, Franco Angeli, 2003.